Tre cupole già completate e un cantiere che si sviluppa a ritmo sostenuto: procede l’intervento di ammodernamento e potenziamento del sistema antincendio del Complesso Antoniano di Padova.
Un progetto che aggiorna e rafforza i sistemi di sicurezza già presenti, con l’obiettivo di garantire una protezione ancora più efficace a uno dei luoghi di culto più frequentati al mondo.
«Il progetto antincendio finalizzato a mettere in sicurezza le cupole costituisce un passo importante per custodire la Basilica del Santo, sempre bisognosa di attenzione. – dichiara Mons. Diego Giovanni Ravelli, Delegato Pontificio per la Basilica di Sant’Antonio in Padova. – Come sappiamo, il Santuario che custodisce il corpo di Sant’Antonio è un luogo visitato da pellegrini provenienti da tutto il mondo, un flusso di fedeli che dura da secoli. È per noi di grande significato poter fare tutto ciò che ci è possibile per garantire l’incolumità di questo luogo di fede e devozione anche nei secoli futuri. Siamo perciò grati a tutti coloro che hanno condiviso le loro energie – sia dal punto di vista delle competenze professionali che dal punto di vista delle risorse economiche – per poter attuare un progetto come questo»

Sulla complessità architettonica delle cupole e sulla necessità di una tutela consapevole si sofferma p. Antonio Ramina, Rettore della Pontificia Basilica di Sant’Antonio, evidenziando il valore tecnico e simbolico dell’intervento:
«La Basilica del Santo, anche per chi la frequenta da molti anni o ne abita quotidianamente gli spazi, riserva sempre delle sorprese. Non si finisce mai di scoprirla. Uno dei luoghi più suggestivi e complessi è senz’altro quello delle cupole, con il loro complesso sistema di travature lignee. È un’opera d’arte che, per il materiale con cui è stata realizzata, mostra evidentemente anche la sua vulnerabilità in caso di incendi.
È responsabilità di tutti fare tutto ciò che è possibile affinché un capolavoro come questo possa essere tutelato al meglio. Questo è stato l’intento della Delegazione Pontificia e della Veneranda Arca: poter realizzare un sistema antincendio che garantisse anche l’incolumità della Basilica anche per il futuro. Sant’Antonio, si potrebbe dire, ci ha protetto finora e continuerà a farlo. Ma è segno di serietà poter mettere in atto tutti i mezzi più efficaci per favorire la cura di uno dei santuari più visitati al mondo»
«Questo progetto è uno dei progetti più importanti del mandato dell’attuale Collegio di Presidenza ed esprime in modo concreto la missione della Veneranda Arca del Santo: proteggere e migliorare il Complesso Basilicale antoniano che è affidato alle sue cure come prevede il nostro statuto. – sottolinea l’Ing. Fabio Dattilo, Presidente Capo della Veneranda Arca di Sant’Antonio – L’ammodernamento del sistema antincendio è stato fortemente voluto, perché la tutela di questo patrimonio — architettonico, artistico e spirituale — costituisce per noi un dovere primario.
Le cupole della Basilica, con le loro strutture lignee tra le più antiche d’Europa, l’Archivio Storico e la Biblioteca Pontificia Antoniana richiedono le soluzioni più avanzate disponibili, e questo intervento ne rappresenta una risposta concreta. Il risultato è stato raggiunto in piena sintonia con la Delegazione Pontificia, i Frati della Basilica e grazie al fondamentale sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, a conferma che la sicurezza di un patrimonio che appartiene all’umanità intera è sempre il frutto di una responsabilità condivisa e di una sinergia tra istituzioni.»
«A nome della Fondazione Cariparo desidero ringraziare la Delegazione Pontificia, i Frati della Basilica e la Veneranda Arca per averci coinvolto in un progetto di così alto valore per la tutela del patrimonio culturale e spirituale della città – conclude il Dott. Enrico Del Sole, Consigliere di Amministrazione Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. – Siamo particolarmente soddisfatti nel vedere come l’intervento stia procedendo con rapidità e precisione: in un arco di tempo relativamente breve si è passati dall’avvio del progetto a uno stato di avanzamento già significativo, con una prospettiva di conclusione entro i tempi previsti. È un segnale importante, che conferma come, quando qualità progettuale, competenze tecniche e capacità organizzativa si incontrano, sia possibile ottenere risultati concreti ed efficaci.
La Fondazione continuerà a sostenere interventi di questo tipo, che si inseriscono pienamente nelle nostre linee di azione — cultura, ricerca, ambito sociale, formazione ed educazione — e che trovano nella Basilica del Santo un punto di riferimento particolarmente significativo. In questo senso, il contributo a questo progetto si colloca all’interno di un impegno più ampio e strutturato, che guarda con attenzione alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio del territorio.»

Le strutture lignee che sostengono le cupole della Basilica di Sant’Antonio, progettate nel XIII secolo e tra i sistemi costruttivi in legno più antichi d’Europa, sono al centro di questo intervento: un patrimonio di straordinario valore storico e architettonico che viene oggi ulteriormente protetto con tecnologie di ultima generazione.
L’attuale ammodernamento e potenziamento del sistema antincendio delle cupole, che toccherà anche l’Archivio della Veneranda Arca e la Biblioteca Pontificia Antoniana, si inserisce nella lunga tradizione di cura del Complesso Antoniano e al tempo stesso pone Padova come modello di buone pratiche a livello internazionale nella conservazione e valorizzazione dei grandi monumenti storici.
La conclusione dei lavori è prevista entro giugno 2026,così da restituire alla comunità un complesso monumentale ancora più sicuro e adeguato agli standard contemporanei di tutela.

I lavori sulle cupole: intervento progressivo da completare entro giugno
Sono già state completate tre cupole con il relativo sottotetto, mentre sono in corso i lavori sulla cupola della Madonna, la prima visibile da Piazza del Santo. L’intervento procede progressivamente verso le altre strutture con l’obiettivo di completare l’installazione del sistema su tutte e otto le cupole entro il mese di giugno 2026 quando come noto è in programma il tradizionale Giugno Antoniano.
Il sistema adottato è il Water Mist, già scelto a Venezia per contesti di assoluto pregio come la Basilica di San Marco, la Scuola Grande di San Rocco e le Procuratie Nuove. Funziona attraverso una rete di tubazioni e ugelli installata all’interno di ciascuna calotta e, in caso di incendio, non eroga acqua a diluvio ma una nebbia finissima ad alta pressione, capace di abbattere rapidamente le temperature e contenere la propagazione delle fiamme con un impatto minimo sulle strutture. Un approccio che, come dimostrato dall’incendio di Notre-Dame nel 2019, può fare la differenza tra la perdita e la salvezza di un patrimonio che appartiene all’umanità intera.

Una tecnica pionieristica: l’edilizia acrobatica all’interno delle cupole
Per lavorare all’interno delle cupole senza installarvi ponteggi — che avrebbero comportato costi, tempi e un impatto ben più invasivo — il cantiere ha adottato tecniche di edilizia acrobatica: gli operatori lavorano in quota agganciandosi direttamente alle antiche travi lignee della calotta con un sistema di imbragature studiate ad hoc, senza forare né alterare le strutture storiche.
Per raggiungere il sottotetto è stato installato all’esterno un sistema di risalita — un ponteggio verticale con ascensore di cantiere — da cui una passerella aerea consente poi di accedere alle cupole frontali. Tutto il cantiere opera sotto la supervisione di un coordinatore della sicurezza dedicato, l’Arch. Maurizio Pignataro.
Lavorando interamente nei sottotetti e nelle aree non accessibili al pubblico, il cantiere non arreca alcun disturbo allo svolgimento delle attività della Basilica, che rimane pienamente operativa per fedeli e pellegrini.
«Questa tipologia di lavoro con l’utilizzo dell’edilizia acrobatica nella parte interna rappresenta una novità assoluta», sottolinea l’Ing. Fabio Dattilo, Presidente Capo della Veneranda Arca e Direttore dei Lavori. «È un intervento complesso che richiede grande attenzione alla sicurezza e che, evitando ponteggi interni in ciascuna cupola, consente di contenere tempi e costi, riducendo al minimo l’impatto sulle strutture.»

Archivio e Biblioteca: avvio della seconda fase
Parallelamente ai lavori sulle cupole è stata completata la definizione progettuale per estendere il potenziamento del sistema antincendio anche all’Archivio della Veneranda Arca e alla Biblioteca Pontificia Antoniana. È già stato individuato il locale tecnico che ospiterà il sistema di pompaggio — in posizione baricentrica rispetto al complesso e accessibile direttamente dal giardino — e l’avvio delle lavorazioni è previsto nelle prossime settimane, con completamento sempre entro giugno 2026.
Un iter autorizzativo completato nel pieno rispetto del patrimonio
Il cantiere opera in forza di tutte le autorizzazioni necessarie, ottenute al termine di un iter condotto in costante dialogo con gli enti preposti alla tutela: l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso (giugno 2025), quella della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Veneto e Trentino Alto Adige (marzo 2026) e la pratica edilizia CILA depositata presso il Comune di Padova (febbraio 2026).
Un progetto condiviso per la tutela di un patrimonio che appartiene a tutti
L’intervento di ammodernamento, del valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro, è reso possibile dall’impegno congiunto della Delegazione Pontificia e della Veneranda Arca di Sant’Antonio, con il fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo (850.000 euro).
L’esecuzione è affidata a Tema Sistemi SpA per il sistema Water Mist e a Edilizia Acrobatica per le operazioni in quota, sotto la direzione dell’Ing. Fabio Dattilo e con l’assistenza dell’Arch. Alessandro Usan.