Fabricae: banca dati online sul cantiere medievale del Santo

Il 25 febbraio 2026 il Consiglio di Presidenza della Veneranda Arca di Sant’Antonio ha approvato la convenzione con la Delegazione Pontificia della Basilica di Sant’Antonio di Padova e con l’Università degli Studi di Padova – Dipartimento dei Beni culturali: archeologia, storia dell’arte, del cinema e della musica (DBC). L’accordo riguarda in modo specifico la Basilica del Santo e la documentazione collegata al suo cantiere, e si inserisce nel quadro più ampio del progetto PRIN 2022 “Medieval Churches: building site practices in a comparative perspective” (“Chiese medievali, pratiche di organizzazione del cantiere a confronto”), finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

La convenzione tra Veneranda Arca, Delegazione Pontificia e Università di Padova

La convenzione è firmata dal Presidente Capo della Veneranda Arca Fabio Dattilo, da padre Antonio Ramina per la Delegazione Pontificia e dalla prof.ssa Giovanna Valenzano, direttrice del DBC e responsabile nazionale del progetto.

Il Santo è uno dei luoghi più conosciuti e visitati di Padova. Ma dietro la percezione del monumento “finito” c’è una storia fatta di lavoro quotidiano, decisioni, risorse, maestranze, e di un dialogo continuo tra costruzione e decorazione. È questo lo sguardo che guida la ricerca: leggere la Basilica non solo come architettura compiuta, ma come cantiere medievale, un processo reale in cui muratori e lapicidi, pittori e scultori entrano in gioco in fasi diverse e con ruoli precisi, lasciando tracce nei documenti e nelle strutture.

Da sx Fabio Tronchetti Stefania Moschetti, Cristina Sartori Fabio Dattilo, Antonio Ramina, Giovanna Valenzano, Gianni Berno

Che cos’è “Fabricae” e cosa rende consultabile

Il cuore della collaborazione sul Santo è “Fabricae”, la banca dati sviluppata durante il progetto e destinata all’accesso aperto: un archivio digitale che mette in relazione documenti d’archivio, fotografie e informazioni utili a ricostruire, in modo verificabile, come funzionava il cantiere della Basilica. È ospitata sul server del Dipartimento dei Beni culturali dell’Università di Padova, che si assume tutti i costi di funzionamento e implementazione; la consultazione sarà raggiungibile anche dal sito della Veneranda Arca e dell’Archivio tramite apposito link, rendendo questo patrimonio di dati immediatamente fruibile non solo dagli studiosi, ma anche da cittadini, visitatori e appassionati. È inoltre progettata per crescere nel tempo: in prospettiva, altri Enti e ricercatori potranno richiedere di inserirvi dati relativi ad altri edifici medievali, ampliandone progressivamente la copertura. La banca dati del progetto è stata testata negli ultimi mesi e presentata al pubblico in un convegno internazionale ospitato al Liviano.

Ricerche per soggetti, luoghi e dedicazioni: esempi dal Santo

Ed è proprio qui che “Fabricae” diventa uno strumento prezioso per un pubblico ampio. Si possono fare ricerche per soggetti – ad esempio “San Giorgio”, per ritrovare dipinti o sculture che lo raffigurano – oppure per luoghi e dedicazioni, come la Cappella di San Giacomo, accedendo alle informazioni essenziali su quello spazio e sui materiali collegati. Chi cerca “Giotto” può orientarsi tra i riferimenti e scoprire dove il maestro ha lavorato all’interno del Santo, inclusa la Sala Capitolare: un’informazione che molti visitatori, anche appassionati d’arte, ignorano.

Un ulteriore livello, affascinante anche per chi è semplicemente curioso, riguarda i termini tecnici presenti nei documenti, in latino ma anche in volgare: parole che non hanno un significato unico e che cambiano a seconda del contesto. È il caso di “cuva”, che in alcuni casi indica una cupola, in altri un’abside, in altri ancora una volta a crociera, e che in un documento del Santo viene utilizzata per indicare il deambulatorio. In questi casi la banca dati offre la traduzione in italiano del termine oltre a consentire di leggere il documento in lingua originale.

Fabricae: banca dati online sul cantiere medievale del Santo

Ricerche per soggetti, luoghi e dedicazioni: esempi dal Santo

L’analisi delle fonti, inoltre, sta già suggerendo letture capaci di riconsiderare alcuni luoghi comuni: dai documenti finora analizzati emerge, ad esempio, un peso rilevante dei finanziamenti privati rispetto a quelli comunali nella costruzione della Basilica; mentre il Comune, pur contribuendo, avrebbe avuto soprattutto un ruolo di controllo e garanzia sulla corretta destinazione delle risorse. Fin dal 1265, infatti, la gestione dei fondi veniva affidata a figure terze, i cosiddetti “uomini buoni”, con il compito di assicurare che le risorse fossero spese per la Basilica. In quella struttura di controllo è già riconoscibile, in nuce, la Veneranda Arca, istituita formalmente nel 1396. In questo senso la banca dati non è un “deposito” per specialisti, ma una chiave di lettura che avvicina il pubblico al Santo attraverso fonti e interpretazioni controllate.

Il PRIN 2022 “Medieval Churches”: la prospettiva comparativa

Il progetto PRIN 2022, più ampio della singola convenzione, adotta una prospettiva comparativa mettendo a confronto tre grandi fabbriche ecclesiastiche: la Basilica del Santo a Padova, la Basilica di San Zeno a Verona e il Duomo di Siena. L’obiettivo è capire cosa accomuna e cosa distingue l’organizzazione dei cantieri medievali e come si intreccino, nelle diverse città, fasi costruttive e apparati decorativi. In questa cornice, la convenzione consolida il contributo specifico dedicato al Santo e trasforma un patrimonio documentario in uno strumento consultabile e verificato. È anche un passaggio di visibilità: l’Archivio della Veneranda Arca, rimasto per lungo tempo meno frequentato fuori da Padova, può oggi essere intercettato con maggiore facilità da studiosi e istituzioni internazionali, entrando in rete con altri grandi archivi di fabbrica.

Per consultare “fabricae”: https://fabricae.beniculturali.unipd.it/

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